Mercoledì, 21 Settembre 2016 08:57

Diventa Istruttore Cat Program

Testo in allestimento

Pubblicato in Cat Program
Domenica, 12 Giugno 2016 08:44

Dicono di noi......

 

QUI DI SEGUITO RIPORTIAMO LE TESTIMONIANZE DI TUTTI COLORO CHE HANNO CONOSCIUTO IL CAT PROGRAM....

 

"Fantastico, istruttivo, reattivo e completo...ti insegnano a non essere tu quella che soccomberà!
Istruttori bravissimi,anche umanamente, finalmente, non i soliti Santoni della difesa personale."

Siete un mito ragazzi........
V.T.P...... velocità, tecnica e potenza.....

L'impegno, la costanza, la serietà e lo spirito di squadra producono soddisfazioni. L 'avervi conosciuto e imparato la vostra disciplina mi è servito e mi serve sopratutto nell'affrontare le difficoltà e le insidie che la vita ci pone davanti. Un mega in bocca al lupo cari fratelli Salvatore e Roberto! Sono fiero di Voi!

F.lli Andaloro. ...siete un orgoglio x Milazzo....

Sono concorde nell'affermare che il CAT PROGRAM ha molto di piu' da offrire e quel qualcosa viene da lontano,dall'origine del sistema. Il di piu' e' dato da voi,due persone appassionate e motivate in grado di motivare chi ha la fortuna di incontrarvi.I MAESTRI di fatto e non di nome,maestri di umilta' e disponibilita',senza piedistalli sui quali innalzarsi ,o vetrine nelle quali esporsi,maestri disposti a mettersi in gioco con chiunque,dall'istruttore all' ultimo arrivato,dal principiante al marzialista esperto.Siete voi con il vostro lavoro ad aver reso questo sistema di livello superiore. Mi sento fortunato nell'avervi conosciuto,prima come persone ed amici,e poi come appassionati e passionali guerrieri dell'autoprotezione e del combattimento REALE.. Grazie di tutto,di tutto' cio' che e' stato e che ancora ci sara'. Mi onoro di esservi AMICO ED ALLIEVO.

Mi sono allenato con i fratelli Andaloro per circa un anno e mezzo (secoli fa..non oso immaginare il livello che hanno raggiunto adesso). Quello che imparai allora, in tutti questi anni mi è servito una volta sola...una sola volta in cui ho dovuto reagire prontamente ad una situazione imprevista. Ma in quell'unica volta l'allenamento mi ha salvato il culo. Chiunque voglia fare un vero salto di qualità, che sia già esperto o alle prime armi, dovrebbe fare almeno una prova con loro prima di decidere a quale insegnante affidarsi.

Siete una potenza

Solo a sentirli parlare e guardarli in azione fa salire l'adrenalina addosso!Grandi!

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Domenica, 19 Ottobre 2014 17:45

Home

CAT PROGRAM è l’acronimo dei termini “ Counter Assault Tactics “, esso non ha un impostazione sportiva ne finalità agonistiche o competitive. Non è stato “costruito” fondendo insieme elementi di arti marziali in modo arbitrario. Non è una raccolta di termini enciclopedica e non ha finalità commerciali...

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Martedì, 14 Ottobre 2014 10:34

Flinch Reaction

Volendolo tradurre, FlinchReaction è una reazione del sistema nervoso ad uno stimolo esterno, con lo scopo di proteggere una parte del corpo ritenuta a rischio. Tale stimolo può verificarsi in forme diverse e in circostanze diverse ma, per i nostri scopi, diremo che questo stimolo si presenta sotto forma di un attacco violento improvviso contro la nostra persona. Quando vieni attaccato in maniera improvvisa un’ interruttore nel tuo cervello azionerà un sistema di pilota automatico, facendo allontanare il corpo dal pericolo, chiudendo gli occhi e usando le braccia per proteggere la testa, come mostrato dalle immagini di seguito:

  

Non c'è niente che si possa fare per fermare questa reazione, l'unica cosa che è possibile fare con questa risposta innata è quello di lavorare con essa senza cercare di eliminarla. Detto questo bisogna fare una netta divisione tra:

l’essere sorpreso da un attacco(nel nostro caso un imboscata )
aspettarsi un attacco da un momento all’altro (fase di DE – ESCALATION con soggetto adrenalinico).
Nel primo caso dovremmo fare riferimento agli studi intrapresi dai due ricercatori (C. Landis e W. Hunt) nel lontano 1930. Nel loro laboratorio primitivo hanno creato un test con alcune persone ignare dello scopo dell’esperimento, sorprendendoli con spari e rumori improvvisi, allo scopo di individuare le loro risposte naturali al pericolo. Quello che hanno notato è stato che tutti gli individui avevano avuto reazioni simili come: socchiudere gli occhi – incurvare le spalle – alzare le braccia – piegare i gomiti - piegare le ginocchia e contrazione dell’addome. L’unica soluzione per quanto riguarda le applicazione combattive è quella di farsi aggredire a sorpresa da un compagno d’allenamento ed imparare ad accorciare i tempi di reazione a questo shock improvviso con atteggiamento aggressivo e tecniche semplici ma con una potenza d’impatto notevole.

Prima di passare al secondo caso vorrei che vi poniate le seguenti domande:

Posso usare questa risposta in piedi o contro un muro?
Posso usarla seduto o per riuscire ad alzarmi da una posizione seduta?
Posso usarla se mi trovo a terra, in monta o in guardia?
Posso usarla per proteggermi sia da colpi lineari che circolari?
Posso usarla se cercano di afferrarmi o placcarmi?
Una volta che avrete risposto a queste domande potremo ad analizzare le 2 strategie più usate nel CAT Program:

1. DIFENSIVA – HEAD COVER

2. OFFENSIVA – THE RHINO ( elbow defense )


THE HEAD COVER

  
La HEAD COVER, è una protezione principalmente usata quando l’attacco è totalmente improvviso ma non inaspettato, anche in questo caso la risposta naturale è di coprire la testa, in modo da limitare i danni e cercare di riprendere l’iniziativa prima possibile. Come vedete sto parlando di limitare i danni, cioè essere colpito in zone della testa dove non rischio di perdere i sensi o andare a terra, cosa che sarebbe molto pericolosa se l’attacco fosse perpetrato da più individui. Notate come la posizione con i gomiti esposti in avanti offre una barriera offensiva contro attacchi diretti, con lo scopo di distruggere le nocche del mio nemico, e al tempo stesso offre una buona protezione per le zone più vulnerabili della testa, mento/mascella – collo – tempie.


THE RHINO COVER

  
La RHINO COVER, è una risposta offensiva utilizzata molto da MONI AIZIK del CKM, ottima quando l’aggressione inizia da una distaza più lunga e l’aggressore si lancia in avanti con il classico “ sucher punch “. A questo punto si sorprende il nemico balzando in avanti e colpendo con il palmo allo scopo di intercettare l’attacco, squilibrare e continuare a colpire fino a che la minaccianon sia cessata. Se il palmo non dovesse andare a segno la seconda linea di attacco da questa posizione è il gomito che penetra in profondità creando un forte impatto sul bersaglio.

P.S. “ Notate anche qui la totale protezione delle aree vulnerabili della testa”.

In conclusioni per non creare malintesi vorrei dire che le tattiche di difesa istintiva sono solo un concetto essenziale tra i tanti, ma non bisogna dimenticare tutti gli altri concetti che vengono prima di questo:

Consapevolezza della situazione
Controllo della situazione
Attacco preventivo
Buon allenamento.

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Martedì, 14 Ottobre 2014 10:33

Intervista S. Andaloro

 

Ho conosciuto i fratelli Andaloro nell’anno 2006 e, da appassionato delle Arti Marziali, mi sono avvicinato al loro CAT program. Finalmente qualche mese fa, sono riuscito a soddisfare molte delle mie curiosità riguardanti il loro sistema e il loro approccio all’autodifesa, intervistando l’Istruttore Salvo Andaloro.
Ho pensato bene di condividere con voi l’ottimo risultato di questa chiacchierata.

Cos’è il CAT Program ?

Vorrei dire prima di tutto cosa non è:
non è sport
non è Difesa Personale
non è un sistema di combattimento
non è un’arte marziale
…. non abbiamo inventato nulla…CAT Progam è la nostra risposta tattica alla violenza urbana ( stupri – bullismo - aggressioni violente – rapine ecc..)

So che hai praticato Judo e Karate fin da ragazzo e per parecchi anni, come mai ti sei allontanato dalle Arti Marziali Tradizionali per avvicinarti allo Street Fighting?

Dopo quasi 10 anni di pratica nel Judo e nel Karate (entrambi in forma sportiva) sia io che mio fratello non ci sentivamo affatto soddisfatti in termini di efficacia reale nel combattimento. Ci rendemmo conto che la “sportivizzazione” di queste arti ne aveva smussato in modo eccessivo l’applicabilità combattiva negli scontri reali. Sentivamo così la necessita di sperimentare nella maniera più realistica possibile ciò che avevamo praticato e cercammo altri metodi e altre strade che potessero aiutarci nella nostra ricerca. Così ho conosciuto il M° Porcellana ed ho iniziato il mio percorso nell’allora Street Grapple System. Ovviamente non ci siamo limitati a questo, ma abbiamo fatto una ricerca a 360° in tutto il panorama marziale. Abbiamo passato gli ultimi 15 anni confrontandoci (combattendo a pieno contatto) con gente anche molto più pesante di noi, con e senza protezioni, armati e non, per imparare a controllare le emozioni sotto lo stress psicologico di un combattimento. Ho affrontato anche qualche brutta situazione nel mondo reale che mi ha insegnato la lezione più importante.

Quale ?

Che ogni confronto violento, qualunque esso sia, inizia e finisce nella tua testa. Ecco perché attribuisco il 90% dell’importanza, nel nostro programma, alla mentalità combattiva.

A livello tecnico come è strutturato il tuo sistema?

Lo sviluppo degli aspetti tecnico-tattici presuppone la comprensione di alcune regole fisiologiche che presiedono ad ogni situazione violenta improvvisa. In una situazione di forte stress, come quella di un confronto fisico, dove la tua vita è in pericolo, il rilascio di adrenalina nel corpo da parte delle ghiandole surrenali aumenta il flusso sanguigno nei grandi distretti muscolari ottimizzando la funzionalità e l’applicabilità di capacità “ grosso-motorie “. Perciò, in parole povere, l’istinto ci porta (nei momenti di forte pericolo) ad utilizzare movimenti ampi che coinvolgono grosse fasce muscolari, a discapito delle “finezze tecniche”. Quindi il nostro programma CAT si concentra solo su quei movimenti sperimentati in combattimento e che hanno dimostrato la loro efficacia sotto stress. Poche meccaniche che permettano di scatenare al massimo il nostro “ Killer Instinct “: colpi in punti vitali, testate, gomitate, ginocchiate, pugni, pressione in avanti e attacco continuo. Non si tratta di affinare le tecniche, ma di istallare poche ed efficaci meccaniche nel cervello tramite ripetizioni continue fino alla nausea.

“ Killer Instinct “..….non ti sembra un’ eccesso di difesa?

Premetto che il Killer Instinct è un’attributo, un stato mentale latente in ognuno di noi, poco conosciuto e perciò difficile da suscitare volontariamente, gestire e controllare. Per noi si tratta di sviluppare quella mentalità combattiva che ci permetta di vincere ad ogni costo, anche quando le probabilità di vincere sono scarse. Detto questo, io non insegno alla gente a uccidere, insegno ad evitare sempre lo scontro (cercando di lavorare sulla prevenzione del pericolo, sulla fase verbale di pre-combattimento, sulle strategie che ci possano permettere di evitare il più possibile situazioni e comportamenti a rischio), ma quando la propria vita o quella dei propri cari è in pericolo, insegno ad aggredire psicologicamente e fisicamente fino a quando il nemico non rappresenta più una minaccia. Purtroppo questa è la realtà, e non intendo prendere in giro nessuno con della filosofia a buon mercato.

Prediligete il combattimento armato o a mani nude?

Per me il combattimento è una questione molto seria, è vita o morte. Se parliamo di lotta reale questa distinzione non ha senso. L’obbiettivo, in uno scontro in cui ci si difende la vita, è vincere (sopravvivere a tutti i costi). Perciò, come disse un Maestro filippino: “…se lui è a mani nude io uso un coltello, se lui ha un coltello, io uso un machete, se lui ha un machete, io uso machete e coltello….”, questo significa che utilizzerò qualunque mezzo lecito o illecito per vincere lo scontro. Ovviamente stiamo parlando di difesa della propria vita, non della tipica scazzottata del sabato sera in discoteca per motivi banali! Il prendere parte a queste stupide liti è una sconfitta per la razza umana! Noi NON condividiamo la violenza mossa da basse emozioni quali l’orgoglio, la gelosia, ecc … che spesso ha esiti drammatici e che potrebbe essere evitata con una buona prevenzione.

Hai parlato di attacco continuo, ma molte Arti Marziali Tradizionali professano il contrario, uccidere con un solo colpo. Qual è la tua opinione a riguardo??

Il concetto di ikken hissatsu (uccidere con un colpo) presente in alcune arti marziali tradizionali (karate per esempio) è stato per lo più mal compreso e frainteso (pubblicheremo presto su questo sito un articolo riguardante il vero significato di tale concetto). Molti insegnanti occidentali esasperano questo concetto per creare un’ alone di mistero e potenza nelle loro arti, o forse solo nelle loro menti. Il 90% di essi si allena colpendo l’aria, e quando sono apparsi i primi tornei UFC (oggi MMA), non solo questi praticanti non hanno ucciso nessuno, ma sono stati travolti da grappler esperti che evitavano o sopportavano tranquillamente quell’unico colpo “mortale“ per poi finalizzarli e chiudere il combattimento. Nel CAT program, come ho già spiegato nella sezione tecnica, cerchiamo di anticipare l’eventuale violenza fisica colpendo per primi e forte, con lo scopo di mettere subito fuori combattimento il mio aggressore. Ma se l’aggressore è più forte e abile di noi, armato e con amici, la tattica del colpo singolo potrebbe non funzionare, quindi ho bisogno di una strategia che mi permetta un attacco continuo e feroce per imprimere pressione fisica e psicologica, trasformando l’aggressore in preda e la vittima in predatore. Questo è lo scopo di un’eventuale attacco continuo. È come un turbo mentale! Non si tratta di far “CONFUSIONE” come ci disse anni fa un istruttore di karate tradizionalista poco pratico di combattimento!!!!

Qual è la tua opinione riguardo le POLEMICHE tra i vari istruttori di Difesa Personale??

Il problema è sempre lo stesso: ciascuno pretende di possedere la verità, che è sempre migliore di quella che posseggono altri!!!! Nel mondo della difesa personale oggi c’è più confusione che mai. La difesa personale oggi è un buon “terreno fertile per millantatori” … tutti ormai inventano e vendono a buon mercato tecniche di “combattimento da strada” ingannando la massa. Tutti si scoprono esperti in questo settore, ma gran parte di questi istruttori sono solo “presunti” insegnanti! Molte persone arrivano da noi dopo aver praticato per anni la presunta difesa personale insegnata loro da maestri improvvisati e già dalla prima lezione si rendono conto della DIFFERENZA enorme che c’è tra quello che hanno praticato per anni e quello che noi possiamo offrire. La loro frase tipica è: “ma quanti anni ho sprecato dietro a…”. Noi invitiamo sempre la gente a capire bene se chi insegna conosce davvero quello che sta insegnando o meno. E il banco di prova è l’applicazione! Un “maestro” che non ha MAI combattuto (neppure in palestra) a pieno contatto non può MAI insegnare la difesa personale o l’arte di combattere! Diffidate da chi v’insegna solo teoria e tecnica! Il banco di prova per vedere se un insegnante vale è il combattimento! Nelle nostre classi noi insegnanti e istruttori siamo i primi a combattere con gli allievi o con chi è curioso di testare le nostre capacità, in modo tale da acquisire credibilità ai loro occhi! Un vecchio adagio recita: “la conoscenza non è potere… il potere è l’abilità di applicare tale conoscenza”. Non fatevi rubare i soldi da insegnanti poco qualificati che pretendono di insegnare le arti marziali ma che di combattimento non ne sanno nulla. È irresponsabile da parte loro illudere gli allievi di possedere tecniche mortali mai applicate e testate neppure dal fantomatico insegnante. Non fatevi impressionare dagli istruttori che sono pieni di diplomi presi in un fine settimana in tutti i sistemi esistenti… Non sono i diplomi a fare di un maestro un BUON maestro. Ormai molte federazioni vendono diplomi a chiunque! Ma questo non ti rende un esperto, solo un disonesto! Oggi ci sono insegnanti di arti marziali in giro che di marziale hanno poco o niente. Un tempo gli adepti delle arti marziali vibravano d’intensità e di potenza guerriera! Quello che a me interessa, al di là dei titoli, l’ ho visto negli occhi del mio maestro di karate Radovan Bogojevic….ed è l’essenza DEL GUERRIERO… A me non interessa che un’ istruttore abbia 6.540 diplomi con questo e quello, ottenuti in 30 reincarnazioni. Noi abbiamo sempre lavorato con grande serietà e intensità, e questo “disturba” un po’ questi mercanti e venditori delle arti marziali commerciali. A tal proposito citerei una frase di C. Castaneda: I paurosi tirano per i piedi chi è intento a volare, per riportarlo a terra. Nella meschinità si sentono meglio se tutti strisciano, li umilia che qualcuno possa contemplare da un piano a loro inaccessibile. Chi vuol intendere intenda!!!

Ho letto nella sezione Corsi che per formare un’istruttore avete bisogno di circa 60 ore. Non è un tempo troppo ridotto???

Premetto che le 60 ore circa si riferiscono a lezioni private con me o mio fratello, e questo significa un allenamento qualitativamente molto elevato. Il nostro programma è suddiviso in 6 MODULI e nelle 60 ore vengono appresi solo i primi due moduli. I metodi di allenamento utilizzati e l’intensità con la quale vengono svolti gli allenamenti faranno si che l’istruttore sia preparato a livello teorico e pratico. Sarà nostro dovere e nostra responsabilità controllare e verificare periodicamente i progressi dell’istruttore, affinché tutta la gente che vorrà apprendere lo possa fare con gente qualificata. Quindi in realtà le 60 ore non sono così poche se a queste si aggiunge poi l’impegno dell’aspirante istruttore ad allenarsi anche per conto proprio per far sue le conoscenze ricevute. È sempre meglio che regalare un diploma in un fine settimana o mandarlo a casa per posta in cambio di un corrispettivo in denaro.

Un ultima domanda: si parla sempre più di sport e competizioni… come mai tu o tuo fratello non prendete parte a questi eventi? Come mai non avete mai gareggiato in qualche torneo di sport da combattimento?

Questa è una domanda che ci fanno in molti. Bisogna capire prima di tutto la differenza tra sport da combattimento e arti marziali. Sono due mondi totalmente diversi. Lo sport è la degenerazione e degradazione delle arti marziali. Ha trasformato quello che un tempo era uno stile di vita intenso e letale in un gioco a punti per la conquista di coppe e titoli. Noi ci siamo sempre dedicati al combattimento vero e alla protezione personale. Abbiamo sviluppato un sistema che ci possa permettere di affrontare chiunque in qualsiasi situazione. Tutto ciò che nello sport è vietato noi lo abbiamo da sempre allenato e affinato portandolo ad alti livelli. Tutto ciò che nello sport manca (a livello tecnico e filosofico) lo abbiamo incorporato nella nostra pratica. Io ammiro la perfezione tecnica raggiunta da chi pratica arti marziali per sport, esibizione o autorealizzazione personale, ma lo scontro violento per la salvaguardia della vita è un’altra cosa. I combattenti sportivi professionisti (di thai, mma, ecc…) sono davvero in gamba, sono molto preparati al combattimento a contatto pieno e sono da ammirare per i sacrifici che fanno, ma ci sono alcuni elementi che rendono lo sport molto limitato per lo scontro reale fuori dal ring:
- esistenza di regole e limiti che per strada non esistono
- categorie di peso che per strada non esistono
- confronto standard uno contro uno, per strada non è sempre così
- assenza di armi e oggetti occasionali
- assenza di pericolo di vita
- situazione emotiva totalmente diversa
Questi sono alcuni degli elementi che rendono lo sport inadeguato a prepararti per una efficace difesa per le strade. Per questo motivo non abbiamo mai avuto alcun incentivo a inoltrarci nel mondo dello sport, semplicemente perché i nostri interessi erano diversi (pur allenandoci comunque per anni con metodologie tipiche delle mix martial arts, ma con finalità molto diverse). Nello scontro vero tutto avviene in modo diverso (la tempistica, le emozioni, l’esplosione di violenza, le strategie da utilizzare, i rischi a cui si va incontro …). Ricorda: gli sport da combattimento prendono spunto dal combattimento, non il contrario!!!!

Grazie per la disponibilità, a presto!

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Martedì, 14 Ottobre 2014 10:26

La Falange Oplitica - Roberto Andaloro

La falange è un'antica formazione di combattimento composta da fanteria pesante i cui soldati sono armati di lance o picche, scudi e spada.

Tipica del mondo greco ed ellenistico, venne adottata anche da altri popoli che ne modificarono le caratteristiche e le funzioni fino all'epoca risorgimentale.

Le truppe venivano addestrate per avanzare in formazione allineata, creando un'impenetrabile foresta frontale di lance, difesa da un muro di scudi che coprivano le parti più vulnerabili del corpo. Lo scudo veniva chiamato hoplon, e il singolo guerriero venne denominato per questo oplita.

Lo scontro fra falangi oplitiche era in pratica essenzialmente uno scontro d'attrito e pressione. Le due schiere opposte di opliti facevano affidamento sulla propria forza di spinta, facendo perno sui loro larghi scudi (i quali contemporaneamente proteggevano il corpo da spade o lance) e soprattutto sulla compattezza della formazione. Era necessario che i soldati rimanessero coesi formando un muro di scudi, altrimenti un punto vulnerabile avrebbe potuto mettere a repentaglio l'intero gruppo.

Il nemico che affrontava la falange era costretto a far i conti contro le lance puntate, rischiando di finire impalato, o contro la solidità del muro di scudi, che poteva così avanzare e schiacciarlo.

Lo studio e la sperimentazione pratica nel CAT Program e nel Ninjutsu mi hanno portato a prendere in considerazione e rivalutare il valore di questa antica metodologia di battaglia e trasferirla al moderno combattimento individuale.

In una aggressione reale improvvisa infatti, l’impeto e la raffica di colpi non permettono alla vittima di organizzare una difesa formale e tecnicamente “pulita”, come molti insegnanti di arti marziali fanno credere ai loro allievi. Il più delle volte non c’è tempo per schivare o intercettare proprio perché l’aggressore non avvisa MAI la sua preda prima di braccarla.Dato che noi non siamo artisti da circo o da palcoscenico, ma ci occupiamo di “scienza del combattimento reale” abbiamo sperimentato le migliori strategie per affrontare e gestire questo tipo di aggressioni.

Una delle strategie utilizzate, proprio perché si è rivelata funzionale, è mutuata proprio dall’antica falange oplitica.

Come potete vedere nella foto a sinistra, di fronte ad una aggressione improvvisa la nostra risposta tattica è quella di chiudere le nostre parti vulnerabili (asse mascellare/mandibolare/nasale) con lo scudo (rappresentato dal braccio avanzato),

esercitare pressione e attrito sul nostro nemico (foto a destra),

e infilzarlo con la lancia

(costituita dai nostri colpi con il braccio arretrato – foto in basso a sinistra).

Tutto questo in una dinamica continua di scambio di scudo e lancia in base all’avanzamento che eserciteremo durante lo scontro.

Attenzione!!! Non esagerate con la pressione altrimenti potreste finire per sbilanciarvi in avanti.

Ovviamente questa non è una tecnica speciale e invincibile, è solo una tattica di gestione utilizzabile in una situazione reale nella quale siete aggrediti da un individuo più forte e robusto.

 

ATTENZIONE: STIAMO PARLANDO DI UNA VERA AGGRESSIONE, CON RAFFICHE VIOLENTE DI COLPI DISORDINATI E NON ORTODOSSI! NON PARLIAMO DI ATTACCHI TECNICI E LINEARI DA PALESTRA TIRATI SINGOLARMENTE E CONTROLLATI PER I QUALI SAREBBE SUFFICIENTE UNA QUALSIASI DIFESA ORTODOSSA PROPOSTA DALLE ARTI MARZIALI TRADIZIONALI!

Questa tattica richiede allenamento con i giusti metodi e con un insegnante qualificato nel Gutter Fighting!

Ovviamente bisogna prendere in considerazione altre variabili fondamentali:

- Posso utilizzare questa strategia se l’avversario è armato?

- Posso utilizzarla se ho davanti più aggressori?

- Posso utilizzarla se l’attacco arriva da più angolazioni?

 

Questa ed altre variabili verranno affrontate nel corso delle lezioni all’ ASD Budokan!

 

Buon Allenamento!

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Martedì, 14 Ottobre 2014 10:19

Master Class - Knife Defense

SOPRAVVIVERE AD UN ATTACCO DI COLTELLO

Sono le 21.30 di lunedì sera quando nel locale entrano due ragazzi e ordinano da bere due birre. Le prendono, le bevono, e ne ordinano altre due. Hamid chiede loro di pagare quelle già bevute, e appoggia sul bancone lo scontrino fiscale appena battuto alla cassa. Loro si oppongono, escono ed entrano dal locale, lo minacciano, fino a che uno dei due gli stringe il braccio intorno al collo, impugna un coltello che teneva nascosto nella tasca dei pantaloni, e glielo fa vedere. «Stai attento che ti accoltello», lo minaccia. È quando sentono la moglie di Hamid telefonare alla polizia per chiedere aiuto che i due scappano a gambe levate.

La decorsa notte presso il pronto soccorso dell'ospedale "G. Moscati" di Aversa (Caserta) si è presentato un ventunenne di Casal di Principe affetto da varie ferite da taglio. Il giovane è stato ricoverato con una diagnosi di ferite da taglio al fianco sinistro, al collo ed all'orecchio sinistro, nonché alla coscia destra, giudicate guaribili in 20 giorni. Il medesimo ha dichiarato di aver subito l'aggressione da parte di uno sconosciuto nelle vie del Centro di Casal di Principe.

Cronache metropolitane

In questo mese alla BUDOKAN di Milazzo si è svolta la Master Class – Knife Defense tenuta dll’Istr. Salvo Andaloro. La tematica verteva sulle strategie di sopravvivenza contro l’attacco di un’arma da taglio e sui molteplici aspetti ad essa legati (psicologia,sociologia,medicina,prevenzione…). I partecipanti sono rimasti ancora una volta soddisfatti dalla professionalità, dalla competenza, dalla realisticità e dall’efficacia del metodo CAT Program. Vi proponiamo perciò di leggere questo articolo per saperne di più su questo tema. BUONA LETTURA!

Se in questo articolo cerchi certezze, rassicurazioni, magici disarmi o tecniche funamboliche….clicca in alto a destra e chiudi pagina immediatamente. NON STIAMO SCHERZANDO, come non scherza chi ti estrae un coltello per piantarlo in qualche parte del tuo corpo. Noi trattiamo l’ Autoprotezione (nuda e cruda) con valutazioni desunte da anni di duro addestramento e sperimentazione da parte del nostro gruppo di ricerca formato da esperti di sicurezza, marzialisti e appartenenti alle Forza dell’Ordine. In questo articolo non troverai indicazioni sempre valide o verità assolute, ma cose che potrebbero funzionare (non possiamo permetterci di dire “ questo funziona sempre “). Il nostro punto di vista è: “QUESTO è QUANTO“, provalo, riprovalo e mettilo severamente in discussione. Bisogna che Tu capisca che quando sei davanti al pericolo, Tu non sei più una tecnica, sei solo Tu e Tu da solo, con le gambe che tremano e il cuore a cento all’ora, e dato che non ti hanno lobotomizzato, potresti provare delle sensazioni sgradevoli e altre cosuccie che in palestra non succedono MAI.

Molti artisti marziali spesso dimenticano che in questo campo, dove la vita è la posta in gioco, è necessario superare i preconcetti e i limiti imposti da vuote esercitazioni di estetica marziale, o peggio ancora prestarsi a palcoscenico per grandi esperti e primedonne del combattimento da strada, che si atteggiano in racconti e sfoggio di Diplomi inutili in un contesto del genere.

Si fa un gran parlare di lame curve, dritte, corte militari a scatto, ma tra persona normali ci si può fermare anche al classico coltello da cucina: Sai cosa può fare realmente questo banalissimo coltello destinato ad usi alimentari?...Esattamente quello che può fare un coltello da combattimento ultimo modello: tagliare, recidere tendini, vene, arterie, muscoli, parete addominale, carotide oppure perforare il busto o la schiena ledendo organi vitali. Ora, prima di iniziare, vorrei che rispondeste ad alcune domande:

Sei mai stato colpito da un oggetto tagliente, appuntito, o hai subito una ferita di punta o taglio?

Sai cos’è uno pneumotorace, una ferita asciutta, quanto sangue esce da una vena recisa?

Sai che un uomo senza il minimo addestramento, senza alcuna conoscenza specifica, può impugnare un coltello e colpire fino a 10 volte in 5 secondi?

Sai quanto ci impiega un aggressore a chiudere una distanza di 2, 4 o 6 metri?

Sai che resistenza è in grado di opporre una volta che hai (eventualmente) afferrato il suo braccio armato?

Conosci lo stato d’animo nel quale ti troveresti se di fronte a te qualcuno brandisse un coltello da cucina? Riusciresti a fare quello che fai in palestra con qualcuno fermamente intenzionato a tagliarti e a bucarti con un coltello?

Impressionati???? Se sì siamo sulla buona strada per affrontare serenamente l’argomento……. Un motto latino recita: “SI VIS PACEM PARABELLUM“ (se vuoi la pace preparati alla guerra)! Questa è la filosofia del CAT Program; se vuoi non dover combattere, meglio conoscere il combattimento o meglio, imparare di quanti inganni, frodi e provocazioni può servirsi un nemico per poterlo meglio contrastare o anticipare. Devi essere pronto a riconoscere i segnali, a fuggire, a utilizzare l’ambiente, a servirti di oggetti occasionali e infine ad utilizzare il tuo corpo e la tua mente per contrastare l’attacco.

Per prima cosa bisogna sapere in anticipo quali saranno le reazioni del tuo corpo durante un’aggressione armata: aumento del battito cardiaco, restrizione del campo visivo, parziale sordità, frammentazione del movimento avverso (tutto sembra avvenire al rallentatore), accaloramento o sudorazione fredda, salivazione bloccata, tremolio della voce e tremito alle gambe, alle mani ecc… questo per capire che con questa situazione in atto è ben difficile programmare una difesa folkloristica in quanto non c’è modo (e chi dice il contrario vi sta ingannando) di eliminare la paura nel momento del pericolo. Autoprotezione non è combattimento, CAT Program non è combattimento(né sparring), ma una mentalità predatoria intrinseca nella natura di ogni essere vivente, che guida un corpo che vuole fortemente sopravvivere nel vortice di un evento pericoloso per la nostra vita. Ecco in ordine di importanza le migliori tattiche che offre il nostro sistema durante un’aggressione con coltello o ermi da taglio: FUGGIRE – FRAPPORRE OSTACOLI- UTILIZZO DI OGGETTI OCCASIONALI-UTILIZZO DEL CORPO.

 


Queste ed altre tematiche vengono approfondite periodicamente all'ASD BUDOKAN.

VENITE A TROVARCI!

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Martedì, 14 Ottobre 2014 10:02

Cat Program al liceo scientifico di Milazzo

Il 18 Dicembre 2013, su invito dei rappresentanti d’istituto del Liceo Scientifico A.Meucci di Milazzo, il Capo Scuola e Co-Fondatore Roberto Andaloro ha tenuto una lezione sulla scienza dell’autoprotezione davanti ad un centinaio di studenti, per lo più frequentanti le classi IV e V.

In mezzo ad un “mercato marziale” caotico come quello di oggi in cui c’è chi parla e predica difesa personale preoccupandosi di “come mettere il gomito” in un combattimento e chi “saggiamente” si vanta di essere “guru” delle “micidiali” arti marziali senza che nessuno lo abbia MAI visto confrontarsi in combattimento…e chi infine si nasconde dietro i “grandi maestri” per giustificare la propria incompetenza applicativa… in mezzo a questo caos, dicevamo, abbiamo cercato e ci sforziamo continuamente di portare un po’ di chiarezza tra giovani e meno giovani della nostra provincia.

Gli studenti del Liceo hanno per la prima volta potuto ascoltare ed essere informati sui veri principi base dell’autoprotezione insegnati nel CAT PROGRAM e ne hanno apprezzato la semplicità, la scientificità e la funzionalità. La lezione, che spaziava dalla psicologia alla sociologia e finanche alla fisiologia, ha preso in esame quelli che sono gli elementi base di una vera autoprotezione con alcune tattiche desunte dal mondo militaresco che possono risultare utili in una situazione di vero pericolo. Nessuna tecnica è stata spiegata proprio perché in una situazione di pericolo le tecniche occupano l’ultimo posto in ordine di importanza .

Il CAT PROGRAM offre metodi efficienti che sviluppano ben altre qualità, quali la mentalità combattiva, le strategie belliche e gli attributi personali. Per questo motivo rifiutiamo categoricamente i concetti di difesa personale e quello di arte marziale, perché ormai si è così tanto abusato di essi che hanno perso quasi il loro vero significato. Preferiamo parlare di Scienza dell’Autoprotezione, perché quello che insegniamo DEVE avere un fondamento scientifico e un orientamento pro-attivo. Tutto il resto è coreografia e serve solo a tenersi in forma.

Eppure da insegnante di storia non mi risulta che nell’antichità le Arti Marziali fossero nate per divertirsi e appagare il proprio ego… forse perché allora non c’erano “grandi maestri” dietro i quali nascondersi, solo individui bisognosi di sopravvivere…

“preferisco imparare a difendermi davvero e non doverlo mai fare… che perdere tempo a divertirmi con le arti marziali e trovarmi anche solo una volta nella vita in serio pericolo…. Quella sarebbe una volta di troppo!... “

Pubblicato in News
Martedì, 14 Ottobre 2014 09:33

Cat Program Donne

Il settore donna è nato come conseguenza della ricerca dell’efficacia combattiva partendo dal possesso di mezzi fisici limitati. La crescente richiesta, soprattutto negli ultimi anni, da parte delle donne di un metodo di auto protezione semplice e realmente efficace ci ha spinti a delineare un modulo di addestramento fatto su misura per il “gentil sesso”.

Mettendo da parte tutte le tecniche classiche di difesa personale (perché inapplicabili) e tutte le teorie scolastiche sulla “cedevolezza che vince sulla forza” proprie dei miti sulle arti marziali che poche volte però funzionano nel mondo reale, abbiamo scelto accuratamente (in base alla nostra stessa esperienza e sperimentazione diretta) quei principi tattici e tecnici che la donna potrebbe utilizzare in caso di pericolo.

Ovviamente anche per il settore donna vale il discorso della Piramide dell’AutoProtezione già visto nel Civil Cat Program, quindi un ruolo primario viene dato anche qui alla mentalità combattiva e alla gestione dello stress. Si lavora molto su quello che la donna rischia in un tentativo di violenza, ma ancor di più su quello che una donna può realmente fare (sistema pro attivo) con le “armi” che le sono proprie (la simulazione, l’apparente accondiscendenza, la capacità di seduzione, ecc.. ) e che potrebbero salvarle la vita, unite alle strategie belliche che il Cat Program offre.

Le tecniche vengono all’ultimo posto e sono ancora più semplici di quelle apprese dagli uomini. Più che altro si tratta di principi di movimento istintivi e naturali.

 

Molto dell’addestramento della donna riguarda la gestione della fase verbale e la consapevolezza situazionale. È necessario cercare di non trovarsi mai “nel posto sbagliato al momento sbagliato”. Per fare questo è fondamentale far proprie alcune abitudini sociali che i più ignorano. È importante imparare inoltre a “capire” le situazioni e ad agire di conseguenza prima che sia troppo tardi. I metodi di allenamento spaziano molto quindi sulla psicologia e sul controllo ambientale. Sulla gestione delle distanze sociali e sull’atteggiamento mentale utile nelle diverse situazioni.

L’addestramento tecnico-tattico viene svolto con l’utilizzo di particolari attrezzature e con l’aiuto di assistenti uomini preparati nel ruolo di “aggressori simulati”. È bene che la donna impari fin da subito cosa significhi applicare delle tecniche contro la fisicità di un uomo.

Infine arriverà il momento di simulare “aggressioni” vere e proprie con attrezzatura protettiva e negli scenari più vari, cosicchè l’allieva possa rendersi conto da se stessa cosa è in grado di fare o di non fare. Molta attenzione viene data alle strategie anti lotta e anti suolo, con metodologie nuove rispetto alle classiche auto difese.

Pubblicato in Cat Program Donne
Martedì, 14 Ottobre 2014 09:30

Cat Program - Cos'è

CAT PROGRAM è l’acronimo dei termini “ Counter Assault Tactics “! Esso non ha un impostazione sportiva ne finalità agonistiche o competitive. Non è stato “costruito” fondendo insieme elementi di arti marziali in modo arbitrario. Non è una raccolta di termini enciclopedica e non ha finalità commerciali. Esso è nato, cresciuto e maturato per esperienza diretta, osservazione e verifica delle abilità necessarie per affrontare un’aggressione fisica violenta. Non stiamo parlano di difesa personale, la difesa personale è una risposta limitata ad una minaccia limitata. Il CAT program mette in condizioni lo studente di affrontare un’ aggressione sempre e ovunque, con qualsiasi cosa, contro chiunque, in qualsiasi circostanza, comprendendo lo studio delle armi da taglio, ad impatto e armi occasionali. Le meccaniche/tecniche che supportano i concetti e i principi all’ interno del CAT program sono quindi frutto di una lunga ricerca durata molti anni, grazie all’incessante lavoro svolto dai due Fondatori “ Salvo & Roberto Andaloro “e da un team d’elite di praticanti altamente motivati e qualificati. Dopo aver maturato entrambi una profonda conoscenza, di cosa servisse sapere per affrontare un’aggressione reale, hanno elaborato un metodo di combattimento efficace e realistico, per via del suo approccio alla difesa aggressiva e alla salvaguardia dell’incolumità del praticante in una situazione di violenza. 

CAT Program è una delle migliori “risposte tattiche” alla violenza urbana presenti oggi sul territorio italiano. Esso si basa sulla convinzione, maturata attraverso l’esperienza diretta, che per affrontare e gestire un’aggressione violenta sia necessario capovolgere il binomio aggressore/vittima o predatore/preda. Attraverso la giusta mentalità e le giuste strategie il CAT Program mira a far sì che  il praticante da preda o vittima (se aggredita) si trasformi, in una manciata di secondi, in predatore … riuscendo così a domare la violenza che si era scatenata contro di lui.

Come già detto CAT è l’acronimo dei termini “Counter Assault Tactics” (Tattiche di Contr’Assalto), il cui significato è appunto quello di “attaccare l’attaccante”, affrontare il fuoco con un fuoco maggiore. 

I due elementi rivoluzionari del CAT Program, che lo rendono superiore ad altri metodi di difesa personali diffusi oggi, sono l’atteggiamento propositivo e proattivo che permettono al praticante di avere una maggiore consapevolezza dell’ambiente e un maggior controllo situazionale (prima, durante e dopo lo scontro), e l’importanza capitale che viene data alle tattiche e alla mentalità predatoria piuttosto che alle mere tecniche.

Non si tratta di un'arte marziale "commerciale" (che il più delle volte richiede anni e anni di addestramento), ma di un programma che cerca di offrire al cittadino uno strumento utile nel più breve tempo possibile senza la necessità di una pratica eccessivamente prolungata.

Il Programma si sviluppa partendo dallo studio di tutte quelle strategie utili in uno scontro reale. Questa è una vera e propria novità rivoluzionaria nel mondo della "difesa personale". Non sono le tecniche la materia primaria d'insegnamento nel CAT Program, esse occupano l'ultimo gradino in ordine d'importanza nella nostra Piramide dell'AutoProtezione.

I primi elementi che cerchiamo di insegnare sono le tattiche e la mentalità combattiva necessaria alla sopravvivenza.

Dalla psicologia, sociologia ed etologia desumiamo tutti quegli elementi utili a sviluppare la consapevolezza ambientale e la mentalità "predatoria" scudo contro qualsiasi violenza. Il CAT Program è un sistema pro-attivo, nel senso che valorizza, in primis, il controllo ambientale e la prevenzione quali armi indispensabili e sottovalutati nelle comuni classi di arti marziali moderne. Dalla storia e dal mondo militaresco desumiamo invece le tattiche e le strategie che si sono rivelate funzionali nelle guerre del passato e le adattiamo al combattimento moderno individuale o di massa.

Altra materia di studio è lo sviluppo di tutti quegli attributi psico-fisici indispensabili in combattimento (potenza, velocità, precisione, riflessi, uso della forza a nostro favore, familiarità con tutti gli aspetti di un confronto...).

Per ultimo ecco le tecniche. Elemento totalmente inutile se mancano i precedenti. Le tecniche utilizzate sono quelle desunte dal nostro patrimonio istintivo e che hanno dimostrato una reale funzionalità in combattimento. Preferiamo evitare di perder tempo dietro a movenze belle ma totalmente inefficaci. Pochi movimenti portati ad altissimo livello attraverso ore di addestramento: è sicuramente una procedura più scientifica che apprendere centinaia di tecniche e non essere capaci di applicarne neppure una.

Il CAT PROGRAM è Scienza!

E' un metodo all'avanguardia per gestire situazioni pericolose con il minor danno possibile.

Pubblicato in Cat Program
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